mercoledì 30 giugno 2010

Mercoledì 30 giugno

mercoledì 30 giugno: ZERO EURO! Residuo € - 296,27.
Umore: medioman.
Pranzo con insalata acquistata il giorno prima, scatoletta di tonno, pane posso avanzato. Offerta torta fatta la sera prima e offerto spumante dolce di non mio gradimento (eheheh!) presente in casa. Cena di festeggiamento con il parentato a scrocco, ma portata altra torta fatta in casa.
Evviva le liste dei regali e le idee originali.

Martedì 29 giugno

martedì 29 giugno: € 12,10! Residuo € - 301,27.
Umore: a terra.
Sono più vecchia, offro colazione al fidanzato in stazione (speso € 4,00) torno in Lombardia in treno (solita storia con lo sconto), discussione con ignaro passeggero che ha occupato il mio posto abusivamente in una delle mie peggiori mattine (ha subito la mia ira, non si sa se sia vivo o meno), vado in metropolitana (€ 1,00) vado direttamente a lavorare, lavoro troppo, faccio spesa per pranzo e per preparare torte di compleanno con i tickets (spesi comunque € 2,60)... per fortuna cena con le amiche (frigo vuoto = acquisto pizza, non accettano i tickets: azz € 4,50).
La domanda è: come posso recuperare il mio disastro economico?

martedì 29 giugno 2010

25, 26, 27 e 28 giugno


venerdì 25 giugno: € 15,77! Residuo € - 87,17.
Umore: sono in vacanza!
Partiti! Fatta spesa per viaggio e per risparmiare nell'appartamento: € 12,37. Nonchè pagata autostrada (almeno quella!): € 3,40. Arrivati alla splendida location mangiato in casa quanto portato. Pace e tranquillità, qualche nube, ma risolta con intelligenza. La scommessa sta per essere un po' dimenticata, azz.

sabato 26 giugno: € 15,00! Residuo € - 97,17.
Umore: iuppidu!
Risveglio sereno, depilazione "fai da te che si soffre per tre", passeggiata e spesa (€ 15,00) per pranzo e cena (la mia quota ... il fidanzato ha pagato di più, uffi). Spasso spassoso.

domenica 27 giugno: € 180,00! Residuo € - 272,17.
Umore: qual'era la scommessa?!?
Grandi giri e passeggiate, pranzo in casa, cena in agriturismo. Al termine della giornata effettuati tutti i pagamenti... pernottamento, cene e acquisti: € 180,00. Non troppo ... ma la scommessa? Necessito di recupero.

lunedì 28 giugno: € 27,00! Residuo - 294,17.
Umore: è il mio compleanno, quindi sono depressa, in ansia, preoccupata, sconvolta, nervosa, scontrosa, emotiva, etc.
Pranzo al sacco (fatta spesa di tutto per tutti € 20) e comprato gelato in serata € 7. Cena a casa con il fidanzato. Evviva. Sob.

Giovedì 24 giugno

giovedì 24 giugno: € 2,20! Residuo € - 76,40.
Umore: felice, ma preoccupato.
Stasera è prevista la partenza dal fidanzato!Iuppi. Acquistati biglietti della metro per un valore pari a € 2,20. Pranzato in ufficio con pomodori e certosa. Biglietto del treno acquistato con più di un mese di anticipo scontato sempre del 30%. Cena in casa del fidanzato. Iuppi!

Mercoledì 23 giugno

mercoledì 23 giugno: € 23,00! Residuo € - 79,20.
Umore: poco sereno, anche se positivo.
Sono alle porte del tracollo della scommessa (che conto di recuperare, in qualche modo), perchè partirò per una breve vacanza. Lavoro itinerante. Pranzo pic-nic portato da casa tra un incontro e l'altro. Fatta benzina con € 10 dei buoni guadagnati (iuppi). Ma speso € 23 in farmacia: la pillola anticoncezionale ha sballato ogni mia previsione! Ma l'acquisto ha un senso, perchè avere un figlio non mi aiuterebbe di certo a vincere la scommessa!! eheheh. Cena con amici (ragù surgelato). Birretta casalinga (mia!).

Martedì 22 giugno

martedì 22 giugno: ZERO EURO! Residuo € - 61,20.
Umore: difficile.
Pagato mutuo. Pranzo in ufficio a base di ansia e angoscia. Cena dai genitori. Saldato debito con fratello per tagliando auto. Chiacchierata impegnativa. Non ho speso nulla, ma sono una donna in difficoltà.

lunedì 21 giugno 2010

2010: ODISSEA VERSO CASA...


Anno 2010: 20 giugno.
Città: Milano.
Missione: arrivare a casa.
Fatti: prendo il treno da Bologna, Eurostar già in ritardo di 20 minuti, che, con impegno e costanza, riesce ad accumularne altri 10 per arrivare ad un totale di mezz'ora (che non è male per un Eurostar della domenica). Arrivo in Stazione Centrale alle 23,50. Con passo felpato, ma deciso, mi dirigo, certa degli orari della metro in mio possesso,verso l'accesso al meneghino tube. Conto le differenze tra gli orari in mio possesso e quelli appesi sulla bacheca in stazione. Con rammarico mi rendo conto che le differenze sono più di 10. Purtroppo l'averlo scoperto non provoca in me sommo gaudio e gioia. Ma attendo. Nessun annuncio si ode. Eppure, quando dovrebbe arrivare la metropolitana con la destinazione a me utile, ne arriva un'altra. Mantengo la calma. Verifico il tabellone parlante. Il tabellone non parla mai della mia meta: PERCHE'? Mantengo la calma, piango e sbraito al telefono con un povero fidanzato a distanza che non può essermi minimamente d'aiuto. Nel frattempo la mia pancia lievita e quella che pensavo essere una gravidanza isterica per allontanamento dal fidanzato, si palesa come colite spastica. La rabbia isterica coinvolge ogni muscolo del mio viso, le cui espressioni riescono ad allontanare i peggio malintenzionati che frequentano i mezzi pubblici di notte. Prendo la metro con meta diversa da quella a me utile. Scendo a Crescenzago. Riguardo il tabellone parlante. Ma ancora si ostina a non nominare la mia meta. Con passo calmo e disteso, mi dirigo verso l' "omino del gabbiotto atiemmino" e con voce calda e suadente mormoro: "Ma si può sapere come ci arrivo a Gessate? Non esistono più metro per Gessate?!?!" L'omino sorride e con fare pacato, mentre sigilla ogni ingresso alla stazione, mi fa presente i milioni di annunci fantasma che il mio udito, non essendo bionico, ha perso e che avvisavano la gentile clientela che per arrivare a Gessate, causa lavori di manutenzione che facciamo solo per te, amico utente, per arrivare a Gessate devi, innanzitutto, iniziare a pregare, poi prendere la metro fino alla stazione di Gobba, poi un autobus, poi un'altra metro. E che dio ti benedica.
Non ho altra scelta. Mi rifiuto mentalmente di chiamare chiunque all'una di notte di domenica. Salgo sulla metro, più volte definita dall'autoparlante come "l'ultima metro" ... e questo provoca quella sensazione tipica dell'ignaro sfigato che palesemente va incontro ad un destino terribile nei film horror: L'ULTIMA METRO!
Accetto la sfida. Scendo alla stazione Gobba, vado all'autobus di collegamento (che non ha nessun altra definizione utile, tipo cartelli indicanti "Autobus per Cassina de Pecchi" o altre informazioni del tipo). La nebbia della rabbia si dirada e mi guardo attorno. Chi sono i miei compagni di viaggio? Extracomunitari, ragazzini di 16 anni, qualche strano personaggio sui 50 anni, una bella ragazza. Dopo una guida spericolata, si raggiunge la stazione di Cassina De Pecchi, si salgono le scale e si ATTENDE LA METRO. Già l'attesa di 5 minuti mi snerva, mi aspettavo un tappeto rosso, delle hostess gentili che ti offrono da bere e che si rammaricano costantemente per il disagio. Invece no. E quando arriva la metro e tutti e 20 i superstiti salgono allegramente, il mezzo non parte. Attendo. Fomento. Esplodo. Percorro a grandi passi, con la valigia sulla spalla, tutto il corridoio della metro e busso alla porta del guidatore. Un piccolo omino atiemmino con gli occhietti piccini mi dice: "Dica?" e io rispondo "Quando avete intenzione di far partire questo mezzo?". "Signora," (già dire signora a me mi fa girare ...), "... io devo rispettare gli orari, mica posso fare quello che voglio, anch'io me ne voglio andare a casa!" e si chiude dentro. Ed io, da sola, come un'anziana isterica SIGNORA dico: "Ma quali orari e orari, l'ultima metro doveva partire da centrale alle 00.49 e alle 1.30 era a Gessate da mò e invece siamo ancora qui." Le forze mi abbandonano. Crollo sul sedile. La metro parte. Arrivo a Gessate. Prendo la bici. Arrivo a casa. Sono le ore 1.50. Partorisco. E mentre sto per addormentarmi penso, alzando un dito al cielo: "Aaah, ma non finisce qui!".